La tradizione della cucina campana

Per la nostra rubrica Sorsi e Morsi oggi ci occupiamo di abbinamenti e gastronomia nostrana. La Campania vanta una lunga tradizione culinaria, oltre che culturale: un prezioso patrimonio agroalimentare che, insieme alle proprietà del territorio e ad un clima invidiabile, permettono una grande cucina.

Una collezione di piatti e ricette sempre molto varia, al passo con i tempi, in sintonia con i gusti che cambiano e delle stagioni che si ripetono, innescando l’abilità dei numerosi cuochi che questa ricca regione ha accolto e che si sono esaltati in tutti questi anni. Sapori equilibrati, sempre delicati e facilmente digeribili: verdure di ogni tipo, pasta, pesce azzurro, poca carne, tutto condito dall’olio d’oliva e ovviamente i prodotti tipici.

Questa è la famosa dieta mediterranea. Il merito è soprattutto della natura: un territorio fantastico che attraversa campagne, terreni vitati, piccoli paesini sulle colline che conservano ancora i profumi di una volta, poi la Costiera, le Isole e la fredde montagne del Matese.

La cucina casertana ha beneficiato da sempre dalla vicinanza e l’influenza partenopea, e quindi spagnola e francese: pietanze ricche, abbondanti, appariscenti, come il sartù, il ragù, i timballi. Ciò che è arrivato a noi sono sicuramente le paste mischiate, la carne di animali da cortile, la selvaggina; pochi dolci, se non il casatiello e le zeppole fritte. E poi, naturalmente, il vino.

Tra i primi piatti storici ancora sulle nostre tavole possiamo citare le minestre e le zuppe: pasta e ceci, pasta e zucca, zuppa di fagioli, pentole e fagioli, pasta e lenticchie, pasta e fagioli, pettole e ceci, pasta e cavolfiori, pasta e piselli, ma anche gnocchi o ziti al ragù di castrato alla maniera di Roccamonfina, lasagne alla casertana e perciatelli con interiora.Tra i secondi piatti, salsiccia e friarielli, trippa di vitellino al pomodoro, il soffritto, ma anche cinghiale alla contadina, agnello al forno alla casertana, capretto al forno con patate.

Insomma, tutti piatti tradizionali che hanno bisogno di vini dai buoni profumi, morbidi, caldi, come ad esempio il Galluccio, un vino dalla lunga tradizione, capace di accompagnare bene piatti di selvaggina tanto quanto i primi piatti.

In un Paese dove il concetto del tempo è da sempre considerato un valore imprescindibile, sarebbe bene ricordarsi della grande cultura che il nostro popolo, la nostra gente possiede, per poterne fare tesoro nel tempo e portarlo avanti come un patrimonio inestimabile.

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